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Disabilità

La cultura dell’inclusione scolastica e sociale di alunni e alunne con disabilità è patrimonio consolidato degli operatori (Dirigente Scolastico, docenti, personale ATA) della nostra scuola.

Come ogni dimensione complessa, l’inclusione necessita di essere continuamente sostenuta affinché progredisca, si confermi, trovi elementi strategici ed operativi che sempre più la realizzino con efficacia.

Ogni essere umano nella sua individualità è riferibile a categorie, ma proprio come individualità è in se stessa autentica e come tale va conosciuta. Ciò è vero in particolare per il soggetto con disabilità che continua ad interrogare la scuola nei termini di atteggiamenti, strategie formative, modalità didattiche, strumentazioni, che possono garantire all’individualità il pieno, concreto e non solo formale diritto allo studio.

Il nostro Istituto Comprensivo si  interroga da sempre  professionalmente e culturalmente con interesse pragmatico circa il processo di sostegno alla reale inclusione  scolastica, intraprendendo da alcuni anni un percorso, formativo e di ricerca – azione – sperimentazione, dove ogni meta raggiunta si trasforma in tappa, perché l’inclusione è un processo che evolve con i soggetti, con essi muta e ad ogni variazione apre la mente e  allarga le prospettive verso  nuove situazioni.

L’inclusione come processo ha bisogno di un continuo evolversi in modo concreto secondo quanto va maturandosi con l’esperienza sul campo, con l’aggiunta di nuove variabili (soggettive ed oggettive).

Inclusione per il nostro Istituto vuol dire:

  • Organizzazione flessibile dell’attività educativa e didattica anche nell’articolazione delle classi, in relazione alla programmazione didattica individualizzata
  • Conoscenza dell’alunno attraverso un raccordo con la famiglia, con la scuola di provenienza e con il servizio medico – riabilitativo. Particolare attenzione è rivolta alla collaborazione tra la scuola e i servizi specialistici e sociali del territorio, condizione necessaria per l’esito positivo del processo d’integrazione.
  • Attivazione all’interno del team docenti di momenti di progettazione condivisa. Il dialogo costante e la condivisione degli obiettivi da parte della famiglia sono ritenuti elementi fondamentali per l’attuazione del progetto educativo.
  • Attenzione al progetto di vita della persona fin dall’inizio del percorso formativo e attivazione di forme sistematiche di orientamento, con inizio dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado, in una concezione educativa che miri alla conoscenza di sé, degli altri, alla capacità di operare scelte, di adeguarsi al cambiamento, di lavorare in gruppo.
  • Consapevolezza della diversità come risorsa. La molteplicità delle esperienze, delle difficoltà, ma anche delle abilità diverse, costituisce per l’insegnante una risorsa per la promozione delle reali possibilità di ciascuno, nella convinzione che ogni persona, pur con le proprie disabilità, è in grado di sviluppare un percorso personale che valorizzi al massimo le proprie potenzialità.
  • Riconoscimento del valore educativo di tutte le attività che stimolano la crescita corporea e psico – affettiva della persona e che sono da intendere come momenti autentici di apprendimento.
  • Riconoscimento dell’importanza della relazione, dello stare bene nel gruppo e nel rapporto con l’insegnante. Ne consegue la cura degli spazi, dei modi e delle opportunità che facilitano scambio e conoscenza.

La scuola si pone l’obiettivo della massima integrazione e del pieno sviluppo delle potenzialità degli alunni che si trovano in situazione di disagio:

  • nella relazione;
  • nella comunicazione;
  • nella socializzazione;
  • nell’apprendimento.

Per garantire ad ogni alunno in difficoltà un percorso adeguato e rispettoso della singola persona, la scuola predispone un “Piano Educativo Individualizzato” chiamato P.E.I.

Nel P.E.I. vengono affrontati i seguenti punti:

  • conoscenza degli alunni sotto il profilo psicologico, socio- relazionale e cognitivo, attraverso una attenta e sistematica osservazione dei soggetti nelle varie situazioni;
  • individuazione delle aree di maggiore potenzialità degli alunni, tenendo conto delle indicazioni della famiglia, degli operatori sanitari e scolastici;
  • stesura di un piano educativo:
  • individualizzato, cioè calibrato sulle potenzialità del singolo;
  • integrato con la programmazione della classe.
  • verifica e valutazione del piano di lavoro, mediante un’attenta registrazione dei progressi degli alunni.

Per ciascun alunno in situazione di disagio, il lavoro a livello individuale è previsto nel piano educativo individualizzato, invece, le attività di integrazione coinvolgono tutta la scuola, la classe ed i gruppi in cui sono inseriti tali alunni.
Per affrontare il problema dell’integrazione la scuola attua un modello organizzativo- didattico flessibile caratterizzato dalle seguenti modalità di lavoro:

  • organizzazione di laboratori, a piccoli gruppi o apertura delle classi per:
  • dare stimoli più adeguati;
  • favorire l’uso di più linguaggi;
  • potenziare le abilità cognitive;
  • prevenire e/o ridurre i comportamenti problematici.
  • utilizzo graduale e progressivo di metodologie e tecniche per :
  • facilitare la didattica rendendola adeguata alle esigenze individuali;
  • accrescere l’efficacia del processo insegnamento- apprendimento;
  • rompere l’isolamento della classe e della scuola con il mondo esterno.
  • avvio di progetti, oppure partecipazione a tutti quelli che, a livello di plesso, di classe o di piccolo gruppo, coinvolgono gli alunni in difficoltà ed i loro compagni per:
  • sviluppare le capacità di relazionarsi con gli altri;
  • favorire l’autonomia personale;
  • promuovere la creatività.
  • continuità educativa fra i diversi gradi di scuola per:
  • favorire l’inserimento nel nuovo ambiente;
  • favorire la socializzazione con i nuovi insegnanti e i nuovi compagni;
  • mantenere la propria autostima;
  • consentire ai nuovi docenti l’impostazione e l’avvio di un piano educativo individualizzato.

A tale scopo sono previste:

  • forme di consultazione fra insegnanti del ciclo inferiore e del ciclo superiore;
  • incontri fra genitori e le componenti dei servizi sociali, medici, scolastici, psicopedagogici.